Parade Ground: Strange World

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Un’antologia che ripercorre i primi anni di carriera di questo gruppo composto dai fratelli Pierre e Jean-Marc Pauly, fondato nel 1983 e che quindi può essere annoverato tra i pionieri della scena belga.

I primi pezzi, “Moan on the sly”, “Retired”,”Moral Support”, “Took advantage” e ”Gold Rush”, hanno le tipiche sonorità dell’epoca: synth freddi, melodie ballabili che non scadono mai nel banale e sulle quali spicca un cantato declamato… per fare un confronto con un gruppo dello stesso periodo li avvicinerei agli Heaven 17. “The Net” ha invece una sezione ritmica più decisa e delle atmosfere più claustrofobiche; “Action Replay” e “Moans” hanno invece una melodia che ammicca maggiormente ai gusti dei dancefloor del nostro ambiente. “Strange world remix” ed “Entertain me” hanno una sezione ritmica ancora più veloce e ballabile, che ricorda ancora una volta i gruppi più leggeri degli anni ’80, come i Tears for Fears, quelli che all’epoca, forse un po’ troppo frettolosamente, venivano etichettati come commerciali dai wavers più estremisti: ma riascoltare oggi queste sonorità riporta in mente i piacevoli leggeri anni dell’adolescenza, almeno per chi quegli anni li ha vissuti e li porta nel cuore… All’ascolto questi brani danno la piacevole sensazione di entrare in una macchina del tempo e lasciano leggerezza ed al contempo malinconia nel cuore. “Day at the park” è più da ascolto ed anch’essa racchiude le sonorità gravide di storia e ricordi dei primi anni del nostro movimento. “Marble mind” è un altro pezzo da dancefloor nostalgico, che quasi non permette di stare fermi…. ed alla mente di vagare ancora una volta. Gli ultimi brani, “I will talk”, “A day at the park”, “Gold Rush” e “Hollywood”, sono registrazioni live, che testimoniano, pur con una qualità audio non eccelsa, l’energia della band e che fanno risaltare maggiormente la parte ritmica ed il particolare modo di cantare, davvero coinvolgente dal vivo, del cantante.

In sintesi, direi che non bisogna farsi trarre in inganno dall’etichetta “EBM KULT KLASSIKER” che campeggia in copertina e che almeno da noi viene associato a sonorità ben più aspre di quelle presenti in questa bella raccolta. Strange World ci permette di scoprire un gruppo consigliato sia ai nostalgici sia ai giovani che vogliono farsi un’idea di cos’era la new wave degli anni ’80, in una declinazione che forse oggi è meno ripresa, ma che era seguita all’epoca ed è rimasta nel cuore a molti.

Un gruppo che aspettiamo e che speriamo presto di ascoltare anche con qualcosa di nuovo.

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