Pankow: Throw out Rite

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Sono più che certa di far cosa gradita a molti, amici e non, annunciando la ristampa del primo lavoro dei grandissimi Pankow, il minialbum Throw out Rite. Uscito in cassetta nel 1983 per Electric Eye, introvabile, era comunque ricordato da tanti di noi, seguaci della band fin dalle origini. In quella fase, i componenti erano Maurizio Fasolo, Alex Spalck e Massimo Michelotti (fratello di Marcello dei Neon): non stiamo parlando di ‘dilettanti’ allo sbaraglio, bensì di autentici pionieri di un genere, di suoni che in Italia sconcertavano tutti quelli che non avevano avuto la possibilità di ‘testare’ la scena tedesca o che credevano che il massimo dell’alternativa fosse ballare con le note di “Relax” di Frankie Goes to Hollywood. Throw out Rite conteneva sei brani totalmente elettrizzanti, fra i quali, proprio all’inizio, una deliziosa versione di “Das Wodkalied”, ma, a parte la compilation Silence over Florence 82-84 della Spittle, non aveva goduto dell’onore di una ristampa. L’opportunità è arrivata con Artoffact Records, etichetta canadese da tempo in prima linea in questo tipo di musica, grazie alla quale avremo un’edizione in vinile ed una in CD, con i pezzi rimasterizzati dai nastri originali oltre all’aggiunta di ben quattro tracce inedite, tutte risalenti allo stesso periodo di tempo e conosciute solo live. L’album è già su bandcamp ove si possono trovare le necessarie informazioni. Non credo occorra dire altro, tranne, forse, due brevi parole sui brani: il secondo, “Rendez-Vous dans un Bois”, uno dei più sperimentali, contiene un cameo di Blixa Bargeld e se “Wait and Search” è già caratterizzato dal sound che ha reso i Pankow famosi – ed esemplari! – “Zz Walhalla” abbina all’impostazione industrial oscurissime sonorità gotiche e la straordinaria “Destiny” è un frenetico ‘pot-pourri’ di suoni industrial all’insegna della più assoluta modernità, nonostante  risalga agli anni ’80! In effetti è proprio l’attualità di questa musica a lasciare stupiti. Dei pezzi inediti segnalo soprattutto “Satellite”, greve e tesissimo, con il canto stupefacente e l’intervento del sax altrettanto stupefacente e “Spinnen”, un incredibile viaggio nell’apocalisse. Come si vede da quanto detto, l’occasione è davvero imperdibile. Fan dei Pankow, dovete rispondere!

TagsPankow
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