Hide: Hell Is Here

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Benchè sia uscito l’anno scorso, è necessario parlare di Hell Is Here, secondo lavoro del duo statunitense Hide, di cui avevamo già elogiato il precedente Castration Anxiety. Heather Gabel e Seth Sher espongono ancora una volta le loro cupe, catastrofiche profezie, cantando con rabbia esplicita – e contagiosa! – il disagio e l’incapacità di accettare il pensiero corrente. Mondo ‘industriale’? Non solo, in quanto i nostri ci riversano addosso anche sentimenti rigorosamente umani come malessere, sconforto e soprattutto collera. La voce di Gabel, perfettamente a suo agio in un contesto così teso e rumoroso, possiede un’ampia varietà di toni e modalità oscillanti fra la pena e la furia e certo rappresenta un ‘valore aggiunto’ per una musica cui le idee convenzionali di melodia e armonia sono totalmente estranee. Apre una traccia fra le più significative, “Chainsaw”, il cui testo contiene una serie di espressioni aggressive udite, a quanto pare, per strada che Gabel riproduce con tutta la sua grinta, concludendo con un’esplosione di vomito, in pratica una delle chiusure più insolite mai sentita finora: musicalmente il brano rispecchia la stessa violenza nell’arrangiamento lineare, incentrato su suoni elettronici decisamente esplosivi. Subito dopo, “999” interpreta un clima tendenzialmente apocalittico dove la vocalist esprime una sorta di impeto delirante e “SSSD” utilizza ritmiche tribali per tratteggiare scenari viscerali e selvaggi; “Everyone’s Dead” ‘martella’ la mente con un ritmo pulsante e ossessivo che Gabel ‘cavalca’ con il suo canto ‘sanguigno’. La seguente “Hell” attacca quindi con ‘rancorosi’ rumori e suoni ‘incontrollati’ in una sorta di vero e proprio ‘massacro’ acustico che sviluppa un’inquietudine esasperata e, da qui in poi, non vi sono praticamente momenti misurati, anzi: con “1/2 Trash” e “Grief” si rischiano letteralmente le fibrillazioni e “Pain” dimostra che cosa si può fare con rumorismi abilmente miscelati e una voce di qualche potenza. Infine, “Raw Dream” conclude senza affatto attenuare la tensione un album di grandissimo interesse che sa anche stupire.

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