Hide: Castration Anxiety

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Si è rivelato una piacevole sorpresa Castration Anxiety, debut album del duo di Chicago Hide. Heather Gabel e Seth Sher, questi i nomi dei componenti, propongono musica elettronica di chiaro orientamento industrial, per lo più estremamente cupa e ricca di tensione, nella quale alcuni hanno trovato analogie con i losangelini Youth Code, a loro accomunati quanto meno dall’etichetta Dais Records. In realtà la formula scelta dagli Hide appare più accessibile e meno ‘indigesta’: molta oscurità, sicuramente, ma atmosfere generalmente più cerebrali e meno ‘istintive’, anche se ravvivate dall’intervento di suoni aspri, dalla sostanza rabbiosa. Il lavoro contiene otto tracce da ascoltare in concentrazione, totalmente inadatte ai momenti di relax. Prendiamo l’efficace opener “Fall Down”, che esordisce con sonorità ‘sferraglianti’ e un clima di spasmodica agitazione, ove la voce di Gabel ‘declama’ minacciosamente accompagnata da incalzanti rumorismi. Subito dopo, “Bound/Severed” si sviluppa su una serie di beats frenetici divenendo gradualmente sempre più corrosiva e sferzante, mentre “Close Your Eyes”, uno degli episodi più significativi, mostra tutto il carisma della vocalist che, nella ‘tempesta’ dei rumori più nevrotici possibile, emerge con toni oscillanti fra la crudeltà e la sensualità; “Wear Your Skin” è un capolavoro di spietata malvagità che si estrinseca sia nel testo (‘I want to cut you open/I want to wear your skin/I want to feel what it feels like’) che nei suoni ‘catastrofici’, non privi di una loro solennità. Poi, bypassato l’inquietante scenario di “Come Undone”, fragoroso fino all’incubo, ecco il concitato andamento di “Wildfire”, in cui sono abilmente abbinati rumorismi elettronici e ‘schitarrate’ ardimentose; infine, la ritmica ossessiva e l’impostazione rigorosamente ‘industriale’ – ma che stile! – di “Fucked (I Found Heaven)” e la ‘ronzante’ “All Fours”, con le sue assillanti vibrazioni e il canto affannoso, concludono in modo intenso ed emozionante un disco cui concedere ben più che una chance.

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