Considero ancora oggi Dogs Blood Rising il capolavoro dei Current 93, superiore al pur grandioso Nature Unveiled. La successiva svolta apocalyptic-folk, pur molto valida, al confronto è sicuramente meno innovativa rispetto alla prima fase. Indubbiamente il disco è figlio della frequentazione di David Tibet degli ambient esoteric-industrial e degli Psychic TV del compianto Genesis-P-Orridge di cui Tibet fu anche membro. Qui è ancora ben avvertibile la forte influenza di Aleister Crowley e del poeta francese Lautremont, quello dei Canti di Maldoror. Dogs Blood Rising riluce ancora oggi di una luce sinistra, di bagliori infernali  e di litanie sataniche  pregne di una religione capovolta.

David Tibet, come da lui stesso ammesso, non è mai stato un bravo musicista eppure le idee non gli mancano anche grazie al fondamentale lavoro di Steven Stapleton dei Nurse With Wound. Il risultato finale è una sorta di collage che lascia trasparire un sublime artigianato. Con la traccia iniziale “Christus Christus” veniamo immersi in un’atmosfera da girone infernale grazie ai canti gregoriani (inframmezzati da elementi di rumorismo) che recitano incessantemente una litania ossessiva. La successiva “Falling Back in Fields of Rape” (il testo è abbastanza oscuro e si riferisce a un’immagine scorta da Tibet in treno in cui ebbe la visione di un possibile stupro consumatosi in un campo) è una sorta di “pièce” di  teatro del grottesco e del macabro dove trovano sfogo gli incubi repressi di bambini violati, serial killer e sacerdoti che ormai hanno abbracciato la venuta dell’Anticristo. In “From Brokern Cross, Locusts” ascoltiamo la voce di un Tibet amfetaminico ed indemoniato e in sottofondo il recitato di quello che potrebbe essere un sacerdote bollato come “eretico”: da brividi l’atmosfera catacombale di questo brano.

“Raio No Terrasu”  è un’esperienza estrema, la traccia è registrata “live” al Bar Maldoror (un luogo immaginario) in occasione del trentennale della morte dello scrittore giapponese Yukyo Mishima e si tratta forse del miglior “collage” para-religioso esoterico inciso dalla Corrente. Tibet è in preda a visioni apocalittiche e recita incessantemente la parola “Anti-Christ” supportato da cori di canti gregoriani e rumori industrial-ambient. “St. Peters Keys all Bloody” è invece un testo “popolare” di Simon & Garfunkel dove le liriche vengono stravolte in stile macabro. La title-track chiude questo incubo con i consueti “loop” rumoristi e malefici.

Ottima ed indicativa di quanto andremo ad ascoltare anche la copertina che raffigura una Gargoyle che scruta Parigi presagendo la fine imminente del genere umano. In una ristampa in cd della Durtro è possibile ammirare anche un particolare del dipinto del pittore italiano Luca Signorelli (Predica e morte dell’Anticristo) che si trova nella cattedrale di Orvieto. Esiste anche una ristampa in doppio cd con un disco di remix di Andrew Liles.