Winterblood è il progetto polar-ambient, attivo fin dalla metà degli anni ‘90, del fiorentino. La sua musica in quanto fa venire in mente incontaminati paesaggi artici in cui regnano il ghiaccio e il silenzio e trovo quindi estremamente calzante la definizione polar-ambient per descriverla. Ora viene ristampato in un doppio vinile per Kunsthall Produktionen uno dei suoi dischi più significativi ovvero Finsternis, in origine pubblicato in formato cassetta per Canto Críptico. Se amate il dark-ambient più oscuro, quello per intenderci (giusto per rimanere in Italia) di Claudio Dondo aka Runes Order ma anche il Klaus Schulze anni ‘70 o la musica dungeon-synth di Mortiis troverete qui pane per i vostri denti. Fin dalla prima traccia veniamo immersi in un paesaggio immobile di una tristezza cosmica infinita che riverbera bagliori di epoche dimenticate che non sono ancora morte. Se vi lasciate coinvolgere nell’ascolto verrete irretiti e ipnotizzati viaggiando con la mente in un’altra dimensione temporale. Nella seconda le atmosfere si fanno ancora più cupe e apocalittiche e le sonorità si avvicinano al dark-ambient più oscuro di matrice nordica. La seconda parte del disco si apre nel solco di un drone minimale in cui si può cogliere l’influenza di un grande compositore come Thomas Koner (ma anche dei Coil di Time Machines) mentre la traccia finale chiude il cerchio ritornando verso ambientazioni cosmiche rarefatte ed evanescenti. Alla fine sono rimasto incantato da questa musica che, a tratti, mi ha fatto venire in mente Mirage di Klaus Schulze. Disco di culto da ascoltare nelle lunghe notti invernali.