Faith & the Muse

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Monica Richards

Monica Richards (foto di Ankh)

L’estate è ormai al termine, e lo stesso vale per la pausa concertistica a Roma; anche il grande caldo sta passando, ma non del tutto: la serata non è rovente ma ci pensa l’umidità a colpire duro. Il concerto inaugurale dell’Init, locale sempre più attivo nell’organizzazione di eventi live di generi diversi, si svolge ad un passo dall’equinozio autunnale e in questa data quale scelta poteva essere migliore dei Faith And The Muse? Il legame e l’amore di Monica Richards per la cultura celtica sono ben noti e riconoscibili nello stile musicale del gruppo statunitense, senza ombra di dubbio una delle realtà più interessanti e ricche di personalità nell’ambito gothic rock.

Le porte dell’Init si aprono relativamente presto, e verso le dieci e mezza si riesce ad entrare. Purtroppo la fila di accesso è abbastanza lenta in quanto molte persone non hanno la tessera e devono compilare il modulo per acquistarla: quindi il locale si riempie lentamente, permettendo a chi, come me, è riuscito ad entrare subito di dare un’occhiata al piccolo stand che vende il merchandising dei due gruppi in programma stasera, sorseggiando la prima birra. Il locale si riscalda molto presto: la temperatura diventa molto elevata anche se non c’è il pienone di altre occasioni.

Sono le undici passate quando iniziano a suonare i Morgana’s Kiss; li avevo visti suonare poco tempo fa, e le impressioni non sono cambiate: i brani sono piuttosto interessanti, a mio parere decisamente meglio di gruppi gothic metal ben più rinomati sul mercato. Non vorrei sbagliarmi, ma direi che alcuni arrangiamenti sono leggermente cambiati, anche se ho il dubbio che tale impressione sia dovuta al sistema di amplificazione. Il suono è abbastanza ben amalgamato, forse meglio della volta precedente, anche se la voce della seconda cantante sembra andare e venire. Verso la fine dell’esibizione, poi, si perde completamente il pianoforte: dopo qualche disperato tentativo di recupero, si decide che il paziente è morto e il gruppo prosegue facendone a meno. Nel complesso, una buona esibizione: i Morgana’s Kiss stanno facendo molta esperienza sul palco e, se riescono a resistere alle tentazioni commerciali (che in alcuni brani iniziano a farsi sentire) possono fare cose interessanti.

William Faith e Monica Richards

William Faith e Monica Richards (foto di Ankh)

Terminata l’esibizione del gruppo spalla, inizia il cambio della strumentazione e ne approfitto per uscire e prendere qualche boccata d’aria respirabile. L’attesa aumenta e la gente inizia a farsi sentire richiedendo l’uscita del gruppo. Intorno alla mezzanotte, dal palco viene annunciato che durante il soundcheck si sono verificati notevoli problemi sull’impianto di amplificazione del locale e che, piuttosto che annullare la data, i Faith And The Muse hanno deciso di esibirsi in un set acustico. Il pubblico non sembra particolarmente spaventato o perplesso: la musica del gruppo americano è tale da poter rendere benissimo anche in versione acustica, e la cosa trasforma l’evento romano in una realtà a sé stante. I componenti escono e prendono posto: la prima cosa che si nota è il nuovo aspetto della band: William Faith ha adesso i capelli corti e cotonatissimi, tutti hanno un modo di vestire quasi “formale”, giacca per gli uomini e tailleur le donne. Il concerto inizia e subito si capisce che, in versione acustica, i loro brani risultano ugualmente eccezionali: credo che nessuno nutrisse dubbi sulle capacità dei musicisti, ma arrangiare un concerto in versione acustica in mezza giornata non è cosa da tutti. I primi brani sono tratti dal loro ultimo CD The Burning Season, ma Monica Richards ci tiene a sottolineare che verranno eseguiti anche brani degli album precedenti: se la memoria non m’inganna, ricordo alcuni dei loro grandi classici come “Annwyn, Beneath The Waves”, “The Silver Circle”, “Fade and Remain” da Annwyn, Beneath The Waves e “Scars Flown Proud” e “Patience Worth” da Evidence Of Heaven; William Faith si esibisce anche da solo in un brano per sola chitarra e nella cover di “Soul In Isolation” dei Chameleons. Mi ha stupito il fatto che non sia stata eseguita la splendida “Willow’s Song”, già acustica di sua natura. Tutto viene eseguito in maniera impeccabile come ci si aspettava e il dispiacere sui volti del pubblico al termine dell’esibizione è chiaro: avremmo tutti desiderato ancora un bel po’ di musica. Non che fosse necessario, ma i Faith and the Muse hanno dato una dimostrazione di grande professionalità e passione: molti avrebbero rinunciato a suonare in caso di problemi gravi durante il soundcheck, mentre loro hanno scelto di suonare ugualmente regalando ai presenti una serata unica e splendida. Purtroppo problemi di questo genere non sono cosa nuova all’Init, e spesso capita che il palco si spenga completamente, luci comprese… spero che in qualche modo la questione si riesca a risolvere, soprattutto in vista dell’intensa stagione concertistica che si prospetta in questo locale che, dal punto di vista della disponibilità ad organizzare concerti, è encomiabile, cosa peraltro abbastanza rara a Roma.

Links:

Faith and the Muse – sito ufficiale

Morgana’s Kiss – sito ufficiale

Faith and the Muse

Faith and the Muse (foto di Ankh)

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