Simple Minds

Simple Minds live settembre 2002 foto di Matthew Ashton - © www.simpleminds.com

L’arrivo dei Simple Minds a Firenze è stato un avvenimento alquanto eccezionale, infatti la band scozzese non si esibiva nella città toscana da ben dieci anni e tutto lasciava prevedere un notevole afflusso di pubblico per questo concerto. A differenza di quelle che erano state le aspettative iniziali il Saschall non si è riempito completamente, e ciò mi ha permesso di godermi lo spettacolo in maniera molto rilassata, evitando le classiche (e piuttosto spiacevoli) situazioni che si creano quando c’è il tutto esaurito.

Senza grandi sorprese ho notato fin da subito che il tipo di pubblico presente alla serata era abbastanza eterogeneo, con una grande predominanza di “ex-alternativi” trentenni e quarantenni. Mancavano quasi completamente i ragazzini, che non avendo vissuto in prima persona i “magici” anni ottanta probabilmente sanno poco o nulla di un gruppo come questo. Un vero peccato, perché i Simple Minds meriterebbero sicuramente un recupero da parte delle nuovissime generazioni, le quali magari stravedono per band che, in certi casi, con il gruppo di Jim Kerr hanno anche più di una cosa in comune… Ascoltando la musica degli scozzesi viene infatti da pensare che il loro repertorio è ancora straordinariamente attuale, tanto che neanche i brani più datati hanno quel gusto retró tipico del sound di tante formazioni che spopolavano un ventennio fa.

Il concerto è iniziato puntualissimo, erano infatti le nove appena passate quando le luci si sono abbassate e il gruppo è salito sul palco. Da notare che non è stato preceduto da alcuna band di supporto, cosa che inizialmente poteva apparire un po’ strana ma che ha acquistato un suo significato al termine della serata, nel momento in cui ci si è resi conto che lo show era durato ben due ore e un quarto!!!. L’atmosfera che si è creata fin dall’inizio è stata molto buona, i Simple Minds sono subito apparsi in gran forma ed anche il pubblico ha risposto con calore e una buona dose di entusiasmo. Jim Kerr e compagni ci hanno offerto uno spettacolo curato in ogni particolare, infatti dal punto di vista tecnico la loro esibizione è risultata quasi ineccepibile (complice anche l’ottima acustica del locale) ed ha messo in risalto l’alto livello di professionalità raggiunto dal gruppo in tanti anni di carriera. Non sono mancati però i momenti emozionanti, quelli che probabilmente il pubblico di “nostalgici” attendeva da molto tempo e che hanno coinciso in particolar modo con l’esecuzione di brani indimenticabili come “New gold dream”, “Waterfront”, “Someone somewhere in summertime”, “Ghostdancing”, “Sanctify yourself” o “Promised you a miracle”, per non parlare poi di quando sono stati proposti veri e propri cavalli di battaglia come “Don’t you (Forget about me)” o “Alive and kicking'” (con il quale tra l’altro si è concluso il concerto), probabilmente i due pezzi più conosciuti dei Simple Minds visto che sono stati cantati in coro da tutta la platea del Saschall.

Simple Minds

Simple Minds live settembre 2002 foto di Matthew Ashton - © www.simpleminds.com

Tra i vari aspetti che hanno caratterizzato la serata (oltre alla bella musica!) vale sicuramente la pena ricordare l’atteggiamento cordiale e amichevole tenuto dalla band e espresso in particolar modo dal frontman, che molto spesso si è fermato a dialogare con il pubblico (sfoggiando pure un discreto italiano!). Oltretutto è stato bello vedere un gruppo che, nonostante i venti e passa anni di carriera alle spalle, sale ancora su un palco con la voglia di divertirsi e di far divertire, cosa che purtroppo non si può dire di molte altre bands “storiche”, spesso colpevoli di affrontare l’esperienza live con un atteggiamento un po’ troppo distaccato. Molto buona anche la reazione del pubblico, calorosa ma mai scomposta e quindi adatta ad un concerto di questo tipo. L’unico spettatore che si è agitato parecchio durante tutta l’esibizione è quello che ho scherzosamente soprannominato “lo sbandieratore”, visto che ha incessantemente sventolato una grossa bandiera della Scozia sulla quale era riportata la scritta “Go Coulthard”: davvero un “riciclaggio” niente male, che personalmente ho trovato piuttosto divertente…. Spero solo che, così come quel simpatico spettatore, anche i Simple Minds siano degli appassionati della Formula 1!!!

Links:

Simple Minds – sito ufficiale