Irfan: Irfan

0
Condividi:

La nuova rivelazione dell’anno in casa Prikosnovénie si chiama Irfan, un gruppo di origine bulgara, già presente nella bellissima compilation dell’etichetta Fairy World, di cui ora viene presentato l’album d’esordio. Già al primo ascolto Irfan (che in lingua araba e persiana significa “conoscenza mistica”, “gnosi”) incanta l’ascoltatore con le sue melodie avvolgenti e affascinanti che inevitabilmente ricordano e omaggiano i Dead Can Dance dei tempi migliori, anche perché la splendida voce di Denitza Seraphimova regge benissimo il confronto con quella della grande Lisa Gerrard. Se il brano d’apertura del CD “Monsalvato” richiama subito sonorità oscure, cupe, ecclesiastiche, alla Spleen and Ideal, con la profonda voce maschile che si alterna a quella eterea femminile, cesellando arabescate armonie su un tappeto di tastiere, fin dal secondo pezzo, “Salome”, appare evidente come gli Irfan siano molto legati e debitori alla musica tradizionale del loro paese e balcanica in generale, tanto che l’accostamento più spontaneo è quello con il famoso gruppo bulgaro Le mystère des voix bulgares. Strumenti balcanici, turchi, persiani, arabi, nord africani, tra cui le percussioni hanno un ruolo particolarmente importante, entrano in primo piano, accompagnati da cori possenti e tribali che ci trasportano in sonorità orientali, mistiche e antiche, di rara leggiadria e profonda bellezza. Ma è tutto l’album nel suo complesso a stregare per la solennità del suo incedere, per i richiami alle tradizioni più diverse (c’è anche una ripresa delle “Cantigas de Santa Maria” dalla Spagna) che sono frutto di una lunga e attenta ricerca storica, artistica e filosofica, per la profondità delle emozioni che regala nel corso degli ascolti. Davvero un album eccezionale e un gruppo imperdibile!

TagsIrfan
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.