XPQ-21: Alive

0
Condividi:

Ver Sacrum Sono passati ben 4 anni dal precedente “Chi” ed ora gli XPQ-21 tornano con parecchie novità: Nique ha lasciato la band poco dopo la pubblicazione di “Chi” e la nuova formazione vede ora Jeyenne affiancato da altri tre elementi, tra cui l’ex Cat Rapes Dog, Annelie. Il nuovo album conferma gli XPQ-21 come una formazione (nel bene e nel male) assolutamente originale nel contesto del panorama elettro-EBM, una band che non ha mai avuto paura di sperimentare, dando vita ad un sound ricco di influenze, che vanno dai Prodigy ai Cure, passando attraverso tutte le sfaccettature dell’elettro-dark, con risultati che a volte mi hanno esaltato (vedi “Chi”, disco che apprezzai molto) ed altre mi hanno lasciato perplesso, come accade oggi con “Alive”, disco che alterna buone cose ad episodi imbarazzanti. Motivi di perplessità mi vengono dati innanzitutto dal ritrovare su queso disco “White and alive” e “Beautiful”: perchè re-inserire anche sul nuovo album due brani tratti dall’album precedente? Il fatto che queste due (unitamente a “In your eyes”, già presente sul sampler “Septic vol.5”) siano le migliori canzoni di questo disco, la dice lunga sull’impatto che le nuove tracks hanno avuto sul sottoscritto. Andiamo con ordine: dopo l’intro “Gork Tut”, il disco entra nel vivo con “Rocking silver night” ed “Everything”, due pezzi all’insegna della contaminazione di genere e dove, a mio avviso, è forte l’influenza di Annalie e dei suoi trascorsi nei Cat Rapes Dog; inutile parlare della famosa e sempre valida “White and alive”, eccoci a “Jesus was gay”, il primo dei brani nuovi che trovo realmente interessante, coi suoi synth analogici di sapore fortemente “wave anni’80”, contaminati con chitarra e percussioni di matrice “rock”. Dopo la strumentale “Sonne”, ecco la magistrale “In your eyes”, oscura e romantica senza essere stucchevole, con l’unico difetto di essere qui presente in una versione un pò troppo prolissa (oltre 8 minuti). “Dead body” è puro rock n roll: meglio passare oltre; anche “Beautiful” la conosciamo già, è bella, ma ripeto la domanda: che senso ha mettere su un nuovo album pezzi contenuti sul disco precedente? In “Saviour” ritrovo i synth anni’80 già citati a proposito di “Jesus was gay” ed anche questa è un buon brano, con un refrain gradevole; da qui in poi, purtroppo, è buio totale: “Barcelona” è alquanto becera e prolissa, “Changes” è uno strumentale dai toni tanto delicati da sfiorare il soporifero; “Bumble bee” la trovo assolutamente senza senso, quattro minuti di noia assoluta, con una distante voce femminile che ripete parti del testo di “In your eyes” e di “White and alive”, per arrivare alla conclusiva “The first one”, anch’essa strumentale, migliore rispetto alle precedenti, ma che non può sottrarre l’ascoltatore dalla noia che ormai lo ha impadronito. Assolutamente superfluo il cd2, costituito da ben 16 remix a cura di artisti di varia provenienza, dai Funker Vogt ad angel Theory, da Autoaggression a Dope Stars Inc. ecc…

TagsXPQ-21
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.