Ataraxia: Llyr

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Ver Sacrum Gli Ataraxia sono una delle realtà più longeve dell’intera scena, e la loro vena sembra non esaurirsi mai. Mi aveva favorevolmente colpito il loro CD Paris Spleen, che si allontanava un pochino dal loro percorso più classico, introducendo sonorità cabarettistiche e da chansonnier francese alla loro classica miscela musicale. Anche il successivo Kremasta nera mi era piaciuto, per le atmosfere un po’ più scure e misteriose di quelle solitamente create dal gruppo emiliano. Llyr si riavvicina al loro suono più classico, quello che li ha resi l’istituzione che, ormai, possono essere considerati. Il disco inizia bene con “Siqillat”, un bel brano dalle sonorità abbastanza scure e caratterizzato da ritmi molto elevati rispetto alla loro produzione. Segue il traditional “Scarborough Fair” (molto famosa la versione che ne fecero Simon & Garfunkel, pur con un testo modificato), che riporta il disco su sentieri più classici per il gruppo, i sentieri eterei e sognanti a cui gli Ataraxia ci hanno, ormai da tempo, abituato. Forse proprio questa caratteristica può farci rendere conto del livello raggiunto dal gruppo negli anni: un CD come questo è, di fatto, un lavoro abbastanza “normale” per gli Ataraxia e, pur trattandosi di un bel CD, all’interno della loro sterminata discografia direi che non è uno di quelli che spiccano vistosamente rispetto agli altri. Ciononostante, sono pronto a scommettere che parecchi gruppi di questa scena sarebbero stati tranquillamente pronti a firmare il patto scellerato per riuscire a pubblicare un lavoro come questo: probabilmente, i nostri musicisti ci hanno semplicemente abituati troppo bene. Naturalmente, si tratta di un cdsicuramente consigliato agli estimatori del gruppo.

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