Antonius Rex: Ralefun - 32nd Anniversary Edition

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Originariamente edito dalla Radio nel 1978, oggetto di ristampa per Mellow Records nel ’94, Ralefun (anagrammatelo…) rappresenta il secondo capitolo di una delle due sigle più conosciute utilizzate dal mastermind Antonio Bartoccetti (l’altra ovviamente è Jacula, ma è doveroso citare Invisible Force e Dietro Noi Deserto). Le atmosfere funeree ed inquietanti di “Anno Demoni” o del raro “In cauda semper stat venenum” vengono quivi stemperate in favore di un approccio più progressivo e leggero (ma l’organo irrompe nell’inedita “Proxima luna”, nel quale l’apporto di Doris Norton alle tastiere e di Jean-Luc Jabouille alla batteria si rivela efficacissimo e decisivo, concertando l’episodio più organico del lotto), col flauto dell’ospite Ugo Heredia a fornire il proprio apporto decisivo in episodi quali “Witch dance” ed “In Einstenesse’s memory”. Permane comunque un’aura misterica a circonfondere episodi come la meditabonda “Incubus”, vera promenade notturna evocante presenze horrorifiche dalle quali sarà ben arduo fuggire, o la già citata “Proxima Luna”. L’ottima versione di Black Widow è corredata da un booklet riportante varie immagini dell’epoca (oltre al consueto corollario di opportuni simboli ai quali l’Autore non rinunzia e che rafforzano il senso del proprio impegno), una delle quali effigia Bartoccetti in compagnia di Paolo Tofani degli Area (il contributo del quale non venne evidenziato nella precedente reissue); vi invito a leggere quelle righe, vi troverete dei riferimenti pur troppo ancora attualissimi, che sono certo vi agghiacceranno… A voi il compito della scoperta… Nel suo rincorrersi di citazioni, Ralefun si conferma ben più che un semplice oggetto di curiosità per amanti delle sonorità dell’epoca o per incalliti collezionisti, e fa luce (o meglio, fuga le ombre) su un passato che oggi, a trent’anni e più di distanza, ad alcuni apparirà semplicemente stravagante, ma non ai più attenti e sensibili alle manifestazioni più particolari del dark-sound. Fuori imperversava il punk, la NWOHM era agli albori, ma da qualche parte, nella sacrestia di una chiesa sconsacrata, nella quiete apparente della campagna… Chiude la lunga “Enchanted wood”, dodici minuti che compendiano tutte le tematiche care al compositore/filosofo Bartoccetti, in un esteso tributo alla sua personalissima poetica.

Per informazioni: www.blackwidow.it
Web: http://www.masterpiecedistribution.it
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