Current 93 + Nurse With Wound – Londra – Shepherd’s Bush –

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foto tratta dal sito freq.org.uk

Un concerto dei Current 93 è un evento già di per sé, ma se a questo si aggiungono il rilascio del nuovo disco e la presenza dei Nurse With Wound come gruppo di apertura, allora non ci sono dubbi di trovarsi a un Evento con la E maiuscola. Anche il luogo dell’esibizione è quello delle grandi occasioni, il Shepherd’s Bush Empire, lo splendido locale, teatro di molti concerti di prim’ordine. L’ultima (e sino a quel momento unica) personale esperienza del sottoscritto con un concerto dei Current 93 fu nel 2009 a Torino, splendido concerto, con una buona presenza di pubblico, ma comunque con un’atmosfera molto intima. Questa volta la situazione è ben diversa, come si capisce già dall’arrivo, circa mezz’ora prima dell’apertura dei cancelli, con una lunga e sorprendente serpentina coda all’ingresso. Ed è subito chiara anche la portata internazionale del concerto, tra frasi in tedesco, in italiano e in altre lingue non inglesi che si sentono tra il fremente pubblico in fila. L’organizzazione è ottima e, dopo neanche mezz’ora dall’apertura dei cancelli, riusciamo a entrare, dirigendoci immediatamente nel banco del merchandising. Un’edizione limitata del cd era stata annunciata, ma sembra che sia stata prerogativa per pochissimi eletti (si vocifera che fossero presenti meno di dieci copie!), quindi ci si accontenta dello scarno materiale a disposizione presente al mio arrivo. Oltre al nuovo The Light Is Leaving Us All, sia in vinile che in CD, che fa qui il suo debutto ufficiale, una maglietta rossa con l’immagine della copertina del disco, impressa anche in una ben fatta borsa di stoffa, spillette, e tre libri tra cui The Moons at Your Door,  corposa raccolta di racconti weird curata dallo stesso David Tibet, e Skipping to Armageddon, libro fotografico di Ruth Bayer, che ripercorre circa trent’anni della carriera di Tibet e soci. Possedendo già la bella antologia, mi accaparro CD, libro fotografico e borsa. Per il resto nulla, nessun altro cd o disco dei Current 93, e totale assenza di qualsivoglia materiale dei Nurse With Wound (quanto meno a mezz’ora dall’apertura delle porte). Un’occasione persa. A questo punto avanzo nel mezzo di questo splendido teatro, vero e proprio gioiello. L’atmosfera è delle grandi occasioni ed è impressionante vedere come la gente continui ad affollare il teatro sino quasi a riempirne la capienza di 2000 posti. Se il concerto non è altro che un momento rituale, in cui una trasmissione di energie passa dall’artista/sciamano agli astanti, per poi tornare ad essi in un unico flusso energetico, allora miglior inizio non poteva trovarsi che nell’esibizione dei Nurse With Wound. Cinque postazioni sono occupate da Steven Stapleton e soci, mentre alle loro spalle vengono proiettate immagini, fotografie, morphing che accompagnano la lunga performance, 50 minuti circa nella miglior tradizione dei NWW, ma con la presenza anche di chitarre distorte e non, e una fase finale che più vira verso la psichedelia, con un pubblico, tra cui il sottoscritto, che non può che rimanere “incantato” dai suoni ancestrali e dalle ipnotiche immagini.

foto di Andrea Vaccaro

Poche decine di minuti per assorbire l’esperienza condotta dallo sciamano Stapleton, quand’ecco risuonare le note registrate di “Hushabye Mountain”, sullo schermo nuvole scorrono su un paesaggio montuoso e improvvisamente irrompono le note di “Chirpy Chirpy Cheep Cheep”, con il ritornello un poco tormentone “Where’s Your Momma Gone, Little Baby Bird ”. Ma mano a mano anche le note della canzone del chewing gum sfumano, ed ecco arrivare il tanto atteso inizio del concerto, affidato al brano di apertura del disco “The Birds Are Swittly Singing”. La prima parte del concerto presenta l’intero disco, e sarebbe stato difficile aspettarsi il contrario. Il confine tra racconto, narrazione e musica è ormai sempre più labile nelle opere dei Current 93. Ogni brano del disco/capitolo della narrazione, viene introdotto dal titolo proiettato sullo schermo: video, musica e parole compongono un tutt’uno, una narrazione condotta dal cantore Tibet, la cui voce risuona splendidamente grazie anche all’ottima acustica dello Shepherd’s. Malgrado il passare degli anni la voce di Tibet è ancora piena e coinvolgente, e altrettanto validi e capaci di coinvolgere il pubblico con le loro note musicisti che lo accompagnano (i medesimi presenti sul disco), anche se è indubbio come vero e unico protagonista del palco sia lui, il cantore. La storia (ghost story) si dipana per gli undici capitoli narrati/cantati da Tibet. La prima parte raggiunge il suo apice con la performance di “The Postman Is Singing”, in cui Tibet fornisce una prestazione superba, ed è impossibile non rimanerne colpiti. Dopo la prima parte, con la riproduzione completa del nuovo disco, è il momento dei “bis”: si comincia con “Niemandswasser”,  brano tratto da Sleep Has His House, e direttamente ispirato dall’omonimo racconto di Robert Aickman. È poi la volta di “Then Kill Cesar” per poi tornare indietro di 25 anni con la bellissima “All the World Makes Great Blood” da Of Ruine or Some Blazing Starre. Durante i bis Tibet per più di una volta abbandona il microfono, il suo canto non è filtrato, la voce probabilmente stenta ad arrivare agli spettatori più lontani, ma per chi come il sottoscritto si trova alla giusta portata, l’emozione è enorme. Con “Sleep Has His House” si arriva forse al momento più emozionante di tutto il concerto, quando con le braccia aperte, senza microfono il cantore Tibet si offre a tutto il pubblico. Il cerchio si chiude con“Hushabye Mountain”, così come il tutto era iniziato.

A tratti si è percepito forse una sorta di “imbarazzo” da parte di Tibet davanti a un pubblico così numeroso, in particolare nei momenti in cui ha abbandonato il microfono per affidarsi al canto puro, ma non c’è dubbio che la serata dello Sherpherd’s Bush sia una di quelle da annoverare tra le più emozionanti e coinvolgenti per il sottoscritto, e momento unico per tutti gli appassionati solo di Current 93 o Nurse With Wound. È anche importante notare la massiccia presenza del pubblico, proveniente da tutta Europa (diversi anche i gruppi di appassionati italiani presenti), a sottolineare una carriera e un’attività tanto lunga quanto unica e inimitabile.

foto di Andrea Vaccaro

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