Fabio Calabrese: Progenie dagli abissi: omaggio a H.P. Lovecraft

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Fabio Calabrese è uno scrittore italiano che non dovrebbe essere sconosciuto agli appassionati di H.P. Lovecraft e anche a chi segue le vicende del fantastico italiano: è stato uno dei redattori, assieme a Giuseppe Lippi, della mitica fanzine Il Re in giallo a metà degli anni ’70. In particolare il secondo numero de Il Re in giallo era consacrato interamente ad H.P. Lovecraft ed oggi è un vero e proprio pezzo da collezione. Calabrese è uno scrittore di nicchia ma un suo piccolo spazio, nel corso del tempo, se lo è comunque guadagnato tanto che è stato citato da Gian Filippo Pizzo – nella sezione dedicata agli scrittori italiani – nella recente enciclopedia della Odoya dedicata alla letteratura horror. Ha già alle spalle 2 antologie ispirate dal canone “lovecraftiano” ovvero Nel tempio di Bokrug e Sulle orme di Alhazred , entrambe di buon livello. Ora esce una nuova antologia di Fabio Calabrese-  pubblicata dalla sempre meritoria Dagon Press di Pietro Guarriello – intitolata Progenie dagli abissi: omaggio a H.P. Lovecraft. Certo qualcuno potrebbe sostenere che, al giorno d’oggi, non abbia molto senso riprodurre in maniera calligrafica la produzione “lovecraftiana”: in realtà non sono d’accordo: credo che la letteratura e l’arte seguano molte vie e non necessariamente devono sempre dire qualcosa di nuovo. Lovecraft, come ben ha sottolineato Calabrese in un bell’articolo intitolato “La narrativa del mistero cosmico” ha rivoluzionato la narrativa horror proiettandola in una dimensione cosmica: non per niente Fritz Leiber lo ha definito un “Copernico letterario” in un noto saggio scritto nel 1944. L’aspetto interessante di questa nuova antologia di Fabio Calabrese è costituito dal fatto che l’autore si è cimentato, per la prima volta – dopo aver già attinto in precedenza a frammenti presenti nel famigerato Commonplace Book – al completamento di una storia di Lovecraft e, per la precisione, a The Book (Il libro). Si trattava di un racconto incompleto e basato sulle prime 3 poesie della raccolta Fungi From Yuggoth: ero sempre stato affascinato dall’atmosfera malsana di The Book e rimpiangevo il fatto che non fosse stato completato. Quindi la scelta di Calabrese è stata veramente, ai miei occhi, centrata. Il risultato di questa collaborazione postuma – un po’ alla Derleth ma senza i suoi travisamenti ideologici e filosofici – è Il libro e l’abominio: siamo di fronte ad un piccolo gioello di narrativa “lovecraftiana”: il senso di smarrimento del protagonista in un universo impazzito e indifferente è qualcosa di unico: ci ho trovato anche delle atmosfere del William Hope Hodgson di La casa sull’abisso. Sicuramente è il pezzo forte di questa antologia. Curiosamente anche Errico Passaro nella recente raccolta di Dagon Press I racconti di Dagon ha deciso di trasporre una poesia di Fungi From Yuggoth – Il cortile – in prosa. In ogni caso questo Progenie degli abissi: omaggio a H.P. Lovecraft mantiene un buon livello generale: fra le gli altri testi che mi hanno colpito segnalo la storia che dà il titolo all’antologia ovvero Progenie degli abissi, una sorta di incubo “biologico” e “Il flauto” dove viene evocata una musica folle che proviene dagli abissi. Anche La pietra sacra è una storia davvero buona e riesce ad evocare alcune atmosfere oniriche del film capolavoro Picnic At Hanging Rock essendo ambientato in Australia presso alle pendici dell’Ayers Rock.  Ma la presenza degli aborigeni potrebbe far pensare anche ad un altro film di Peter Weir come L’ultima onda. Sul Piano Astrale è un’altra curiosa storia dove troviamo come protagonista un prete mentre La casa dei 7 peccati deve molto ad Edgar Allan Poe e al suo celeberrimo La maschera della morte rossa. In chiusura è presente un interessante saggio apparso, in origine, in La maschera di H.P. Lovecraft nella collana I Miti di Cthulhu della Fanucci con il titolo HP. Lovecraft  e l’esoterismo e qui reintitolato H.P. Lovecraft, tra equivoci occulti e denigrazione politica. Le considerazioni di Calabrese sono, in gran parte, condivisibili: tuttavia Lovecraft è destinato a rimanere un autore controverso in cui convivono modernità e premodernità. Non sono poi d’accordo nell’attaccare il saggio di Michel Houellebecq H.P. Lovecraft Contro il mondo contro la vita: ha comunque smosso le acque presso il pubblico più giovane e dato rilievo alla figura di Lovecraft anche se, alla fine, più che la visione della vita di Lovecraft emerge quella dello scrittore francese. Michel Houellebecq è poi più noto, in realtà, come scrittore che come critico e questo Calabrese sembra ignorarlo. Anche le critiche a Fruttero e Lucentini sono un po’ ingenerose: si, è vero, erano 2 personaggi un po’ snob ma per primi hanno capito che Lovecraft era uno scrittore più vicino alla fantascienza che all’horror. Tra l’altro ricordo che, nell’introduzione all’antologia Storie di fantasmi definirono la prosa di Lovecraft “aristocratica”. Una nota infine per la splendida copertina opera dell’artista surrealista Giuseppe Marotto di Casale Monferrato scomparso purtroppo 2 anni fa. Detto questo non posso che consigliare Progenie degli abissi: omaggio a H.P: Lovecraft a tutti i cultori di H.P. Lovecraft. Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/Progenie-degli-Abissi-Omaggio-Lovecraft/dp/1720236453.

Fabio Calabrese “Progenie degli abissi” – 203 pagine – Dagon Press – 2018 – Euro 16,50

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