I racconti di Dagon: 16 storie lovecraftiane

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Il canone creato da H.P. Lovecraft continua sempre ad ispirare e ad affascinare moltissimi lettori e autori. Pur restando uno scrittore di nicchia, sicuramente Lovecraft è oggi molto più noto rispetto a qualche anno fa: la sua figura è diventata virale e la possiamo trovare in diversi ambiti, dai fumetti ai giochi da tavolo fino ai videogiochi. Il problema, a mio avviso, è quello di non rimanere a un livello superficiale ma di capire la reale portata della profondità della narrativa “lovecraftiana”. Un buon esempio di come la sua influenza sia riuscita ad influenzare l’immaginario di alcuni scrittori italiani è l’antologia pubblicata dalla Dagon Press di Pietro Guarriello e intitolata I racconti di Dagon. Il volume si avvale di un’efficace introduzione di Fabio Calabrese, anch’egli storico scrittore “lovecraftiano” – un aggettivo ormai diventato di uso comune a testimonianza di come HPL sia ormai conderato uno dei grandi del fantastico – e teorico di come il poderoso corpus del Solitario di Providence rientri nella categoria del “Cosmic Horror”: questo è un concetto fondamentale per entrare nel suo universo impazzito. Lovecraft riteneva, come si può leggere nel suo epistolario, che solo pochissimi individui possedessero un genuino senso dell’orrore Cosmico. Non è un punto di vista così diffuso in quanto l’uomo rimane, fondamentalmente, un essere antropocentrico. Tuttavia leggendo i migliori racconti di questa raccolta emerge come questo sentimento non sia del tutto scomparso: in particolare mi riferisco al racconto di Paolo Poli “Il creatore di mondi”, un vero e proprio incubo in cui un professore, tramite l’uso di un visore applicato ad un telescopio, giunge a scorgere gli orrori che si celano negli abissi insondati del cosmo. Curiosamente, come si può leggere nelle biografie dedicate agli autori presenti in “I racconti di Dagon”, di Paolo Poli non si ha nessuna notizia: si tratta veramente di un mistero per certi versi curioso considerando che dal suo racconto traspare uno stile e un “senso di sgomento di fronte allo spazio interstellare” che Lovecraft stesso avrebbe apprezzato. L’altra storia in cui si omaggia il Maestro in maniera molto vicina al suo sentire, ma con un’ambientazione italiana – siamo infatti in Sardegna nel borgo marino di Bosa che sprofonderà nel mare– è “La gente della marea” di Christian Sartirana. Sicuramente ottime sono poi le prove di Elvezio Sciallis con “Dentro la sua carne”, una storia dell’orrore a sfondo “entomologico”e, a suo modo, “kafkiana”  e di Donato Altomare con “Di notte, viaggiando”, dove, durante una sosta notturna con la macchina in mezzo alla campagna si materializzeranno antiche creature dimenticate. Mi ha poi colpito “Fungi” di Errico Passaro: in realtà siamo di fronte ad  una trasposizione in prosa di “Il cortile”, una poesia presente in “Fungi From Yuggoth”: il risultato raggiunto è sicuramente molto valido e questo potrebbe essere un filone da sfruttare in futuro. “La casa pallida” di Pierluigi  Della Minola è un’altra storia valida e davvero ben scritta anche se, sinceramente, ho trovato più assonanze con “Il crollo della casa Usher” di Edgar Allan Poe mentre Lovecraft rimane a un livello di citazione. Bravo anche Francesco Brandoli con “La pietra grigia” in cui si descrive un’immensa e vecchia dimora con la sua vasta e inquietante biblioteca dove viene rinvenuta una pietra, sorta di portale verso altre “dimensioni cosmiche”: anche Brandoli dimostra, indubbiamente, una genuina immaginazione. “Trasporti eccezionali” di Luigi Musolino è invece davvero troppo breve e lascia solo intuire quello che poteva essere, potenzialmente, un ottimo racconto. Da segnalare anche la presenza di Renzo Giorgetti, forse più noto per essere autore di alcuni interessanti saggi su Lovecraft. La chiusura è affidata a Marco Gordini, già collaboratore della leggendaria rivista “La Soglia” che all’epoca seguivo con molta attenzione: il suo racconto è un po’ naif ma l’ho trovato genuino e visionario: si parla, in un’atmosfera rurale alla Pupi Avati, di una setta deditata a non meglio precisati culti: alla fine viene evocata anche la figura di Mussolini come incarnazione dela Bestia. Il livello generale dell’antologia è, nel complesso, buono: consiglio caldamente il volume a tutti i seguaci “lovecraftiani”. Disponibile su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Racconti-Dagon-16-storie-lovecraftiane/dp/172023079X.

“I racconti di Dagon: 16 storie lovecraftiane” – Dagon Press – 259 pagine – Euro 17,58 – ISBN 9781720230793

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