Hørd: Bodies

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È uscito da non molto il terzo lavoro di Hørd, il progetto del francese Sébastien Carl, del quale ricordiamo il precedente Parallels. Con Bodies, la musica di Hørd sembra essersi evoluta verso un’elettronica di stampo ‘cinematico’, caratterizzata da una disposizione ‘visionaria’ e talvolta ‘intrisa’ di sonorità ‘cosmiche’ mentre la parte vocale rimane vaga e incorporea, conferendo ai brani un’aura remota e misteriosa. Le otto tracce sono generalmente di buon livello e intitolate con semplici numeri collocati in disordine, che accentuano il clima di indeterminatezza dell’opera. Il primo pezzo, “# 14”, uscito anche come singolo, evoca proprio il tipo di immagini sfumate e impalpabili cui abbiamo accennato, una sorta di ‘fluttuare’ onirico scandito da una efficace ritmica contrastante. Subito dopo, nella crepuscolare “# 16”, più tendente alla darkwave, dilaga la malinconia, anche per il canto davvero accorato mentre “# 11” recupera una formula più energica e trascinante con la voce che pare provenire da un altro pianeta; la strumentale “# 02” , uno degli episodi più dark, richiama gli spettri di uno spirito tormentato. Poi, “#04” sviluppa con originalità la menzionata inclinazione al ‘cosmico’ con effetti di grande suggestione e “# 15” offre una gradita pausa con ‘luminosi’ suoni ‘vintage’; “# 13”, anch’essa strumentale, lascia spazio alla meditazione e all’interiorità. Bodies si conclude con “# 17” che ci lascia con un mood lieve e sognante e un desiderio di mondi fantastici e irraggiungibili.

TagsHørd
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