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gothic doom

Recensioni

Cultus Sanguine: Tears painted sky

Il cielo dipinto di lagrime è quello di una esposizione adulta che colloca i CS nella posizione che spetta loro, ovvero nel ristretto (perché una selezione rigorosa – spietata pure – è quanto mai necessaria) novero dei grandi della narrativa…

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Shores Of Null: Homesick

  Certo che si può uscire dai pantani del gothic doom, se si possiede bravura, intelligenza ed autorevolezza. Quei principi (ma potrei elencarne altri) che non difettano agli Shores Of Null i quali, con Homesick, compilano il quinto album in…

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Godthrymm: Projections

  In questo doom combo di Halifax, Yorkshire, ritroviamo due ex My Dying Bride e Solstice, ovvero il chitarrista e vocalist Hamish Glencross e lo skin beater Shaun Taylor-Steels, quest’ultimo transitato anche nei Solstice. Ulteriore nota, “Endure my skin” ospita…

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Cold In Berlin: Wounds

Il rischio al quale potrebbero andare incontro, per i quattro londinesi è quello dell’abbondanza di riferimenti che rendono il loro quinto capitolo discografico opera non immediatamente collocabile nel solco di un genere definito. Un indizio importante, gli amplificatori utilizzati per…

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Anathema: Serenades (ristampa 2025)

Nel 1993 i Paradise Lost pubblicano “Icon”. I My Dying Bride “Turn loose the swans”. Halifax che diviene il centro dal quale si irradia un suono che veste la tonaca monacale del doom, votandosi ad una cupezza, ad una pesantezza…

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In Autumn: What’s done is done

Mio Padre, solido Friulano, era solito dire “chi lavora bene va sempre lodato”. Non è questione di genere, che certo va esaminata, tanto di “lavorare bene”, di svolgere il proprio compito con diligenza. E’ quanto fanno gli In Autumn in…

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