Wumpscut: Bone Peeler

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Ver Sacrum Sarà banale sottolinearlo, ma è innegabile che ogni nuova pubblicazione di Rudy Ratzinger, alias Wumpscut, è attesa con trepidazione da fans sparsi in tutto il mondo. Quello che è indiscutibilmente uno dei progetti elettro-industrial piu’ famosi ed apprezzati ha costruito la propria fama ed il proprio successo album dopo album, divenendo fonte d’ispirazione per decine di bands affacciatesi alla ribalta musicale nel corso di questi anni; a tre anni di distanza da “Wreath of barbs” l’attesa giunge al termine ed il nuovo cd “Bone Peeler” si accinge a consolidare la fama di Wumpscut. Il nuovo disco prosegue sulla strada del suo predeccesore; la carica aggressiva che aveva contraddistinto sopratutto i (magnifici) primi tre album pare ora sedata, a favore di una maggiore propensione “atmosferica”. I 12 episodi in cui si articola “Bone Peeler” sono caratterizzati da freddezza e malinconia che non trova sbocco in brani piu’ “tirati” ; la rabbia ed il dolore sono controllati e vengono narrati in maniera quasi asettica. Non credo sia casuale il fatto che che nessun brano sia stato scelto come singolo e (almeno dopo i primi ascolti) non mi pare che questo disco possa offrire molti spunti ai dj’s ; queste considerazioni non vanno comunque minimamente ad inficiare la validità di “Bone Peeler” , piu’ semplicemente credo che Rudy Ratzinger abbia voluto allontanarsi dal calderone di bands che piu’ o meno apertamente scimmiottano il sound dei suoi primi dischi, a favore di un disco piu’ “introspettivo” , nello stile del precedente “Wreath of barbs” (ma in quel disco vi era almeno “Deliverance” ad alzare un po’ il numero di BPM). Ciò che ci viene offerto ora sono 12 tracce di glaciale bellezza, 12 affreschi sulla condizione umana ritratti da questo geniale artista dal tocco inconfondibile ; superfluo citare dei brani in un lavoro così omogeneo e compatto. Il disco è disponibile in versione 2cd, con il secondo dischetto costituito da vari ed interessanti remix (Suicide Commando, Das Ich, Haus Arafna e Plastic Noise Experience tra i gruppi coinvolti), oltre alla consueta versione “box” per i collezionisti piu’ incalliti. Anche se si tratta di un disco meno “immediato” rispetto ai primi episodi della sua discografia, “Bone Peeler” costituisce comunque un tassello importante nella discografia di Wumpscut.

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