Leaether Strip: After the devastation

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Ver Sacrum Preceduto dal mcd “Suicide Bombers”, ecco l’album che segna l’atteso (e forse insperato) ritorno di Claus Larsen, aka Leaether Strip. “After the devastation” è un doppio cd (ma è disponibile anche una limited edition contenente un terzo cd, denominato “Aftershock”, mentre è andata “sold out” già in prevendita la versione “deluxe” composta da una valigetta contenente i tre cd, maglietta, poster, cartoline, ecc…) che ci mostra un’artista “impegnato”, con canzoni incentrate su tematiche sociali come la guerra (con particolare attenzione alla situazione mediorientale, a cui Claus ha “dedicato” la già nota “Suicide Bombers” e “Gaza strip”) e la sessualità (trattata in “Homophobia”), con un punto di vista assai critico e pessimista sulla società contemporanea. Disco cupo e ruvido come nella tradizione dell’artista danese, “After the devastation” spazia da momenti maggiormente aggressivi ad altri piu’ introspettivi, nello stile che aveva contrassegnato il suo album piu’ particolare, “Serenade for the dead” (esemplare al riguardo la lunga “Leaether strip part 3-symphony for Kurt”). Questo “mood” plumbeo è il tratto dominante di un disco decisamente cupo e pessimista che ci restituisce un’artista di cui si sentiva la mancanza. Pur non essendo a mio avviso un disco epocale (e certamente non credo possa essere considerato come uno dei migliori album a nome Leaether Strip), “After the devastation” risulta comunque un disco di buon livello per un’artista dotato di stile e personalità. Bentornato Claus!

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