Blind Cave Salamander: s/t

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Ver Sacrum Il Proteo è un anfibio simile a una lucertola anguilliforme dalla pelle rosata, ed è l’unico vertebrato esistente in territorio europeo che ha il suo habitat unicamente nelle grotte. In inglese è conosciuto anche come Olm o human fish, per via del colore della pelle, o (Blind) Cave Salamander. Blind perché gli occhi di questo anfibio, che vive perennemente al buio, sono ormai atrofizzati. Con queste premesse si può già avere qualche indizio sull’album di esordio dei Blind Cave Salamander, nuovo progetto del poliedrico Fabrizio Modonese Palumbo, già in (r) e Larsen, e Paul Beauchamp, coadiuvati da Marco Milanesio e Julia Kent. Elettroacustica esclusivamente strumentale e dai tratti marcatamente acquatici (“Katydid”), qualche timido accenno di ritmo, accompagnato dalla chitarra e dal violoncello sempre elegante di Julia Kent nella seguente “Ljubljana”, una sorta di post-rock abissale (“Russian Bridge”), i field recordings di “Falls”, registrata presso le grotte di Bossea (Frabosa Soprana) sporcati dagli strumenti, la quasi ambient “The Human Fish”, questo è quanto proposto sull’omonimo album del duo. Disco forse non fondamentale, tuttavia apprezzabile. Bello il digipack nero e rosso.

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