Psyclon Nine: We the fallen

0
Condividi:

Ver Sacrum Non è un caso se in questi ultimi anni gli Psyclon Nine si sono guadagnati l’appellativo di cult-band, e se in giro per il mondo ci sono parecchie persone che vanno pazze per loro, difatti il gruppo di Nero Bellum rappresenta quanto di meglio (e di più originale) la scena industrial-metal è in grado di proporre oggigiorno. La sensazione, ascoltando la nuova fatica We the fallen, è che i nostri siano riusciti nell’ardua impresa di confezionare un album che, pur non essendo affatto ripetitivo o scontato, è di una compattezza e di un’omogeneità tali da far quasi pensare che i dodici brani inclusi siano in realtà un tutt’uno. Le sonorità che li caratterizzano sono scure come la pece, dense e stratificate al punto giusto, ma al solito sono le mefistofeliche vocals di Bellum a dare quel tocco di unicità ai pezzi, che grazie ad esse suonano come una delle cose più malefiche e cattive che si possono sentire in giro al momento. I californiani sono bravissimi nel dar vita a un sound durissimo e monolitico, che abbina al meglio la corrosività dell’industrial all’ignoranza del black metal, ma sono anche molto abili nel creare musica che ha, sempre e comunque, un senso compiuto. Brani come “Thy serpent tongue”, “The derelict”, “Bloodwork” o “Widowmaker”, pur nella loro pesantezza e radicalità, non danno l’impressione di essere meri esercizi di violenza sonica e anzi convincono sempre di più ascolto dopo ascolto, quando si comincia a passare dalla fase dello “stordimento” a quella della consapevolezza e della conoscenza dei piccoli dettagli che rendono grande il disco. Disco che, tra l’altro, riesce ad essere granitico anche quando i nostri picchiano molto meno duro, vedi ad esempio tracce come “There but for the grace of God”, “As one with the flies” o la conclusiva “Under the Judas tree”, che poi è la song (con tanto di clean vocals nella parte iniziale!) che nessuno si aspetterebbe mai di sentire. Ancora una volta gli Psyclon Nine sono stati spietati, e noi non possiamo che esser grati per questo!

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.