Corde Oblique: The Stones Of Naples

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Lo scorso aprile, in una (tanto per cambiare) piovosa serata, andai ad assistere all’Ethereal Folk Festival, che aveva in scaletta Edo Notarloberti, Ashram, Corde Oblique e Argine. All’epoca non recensii la serata, vergognandomi di ammettere di essere giunto (ri-tanto per cambiare) in estremo ritardo, al punto di perdere le prime due esibizioni. Le ultime due, però, ho potuto godermele comodamente seduto; non sarei onesto se dicessi che l’esibizione dei Corde Oblique mi piacque incondizionatamente: in effetti, rispetto alle precedenti esibizioni dei progetti di Riccardo Principe, rimasi abbastanza deluso, sfavorevolmente colpito da una cantante dalla voce potente ma, a mio sentire, troppo “urlata”, utilizzante tecniche oggi molto usate ma inadatte alla musica proposta. Trovai anche alcuni brani un po’ più leggeri rispetto a quanto mi aspettassi, ma questo non necessariamente è un difetto, e lo dimostra questo nuovo album, il cui ascolto mi ha decisamente tranquillizzato rispetto all’esibizione dal vivo. La musica proposta è senza dubbio meno impegnativa da ascoltare rispetto a quella dei Lupercalia, ma non per questo meno piacevole da ascoltare: minore è l’ispirazione alla musica dei secoli passati, ma sia nei brani cantati da dolci voci femminili, sia in quelli strumentali (splendido il duetto piano-chitarra di “The quality of silente”). Personalmente, non ritengo che si tratti del lavoro migliore del progetto partenopeo, anche a causa del livello elevatissimo a cui ci aveva abituato, ma rimane un cd di ottimo livello.

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