Siegfried: K

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Ritornano i Siegfried con un nuovo lavoro dopo il precedente e ottimo Salmo delle tempeste: precisamente si tratta del loro quarto album intitolato K. La particolarità di K è quella di essere stato registrato “live in studio” in un’unica sessione senza la presenza di sovraincisioni eccetto quelle delle parti vocali. Dal punto di vista musicale si nota la chiara volontà di allargare i propri orizzonti: in effetti il gruppo di Giovanni “Leo” Leonardi è stato, fino a  questo momento, etichettato nel calderone della new wave italiana anche per i chiari riferimenti ai primi Diaframma.

Con K i Siegfried dimostrano invece di avere un background variegato e solido che lascia trasparire un’indubbia cultura musicale di base: in questo disco troviamo non solo new wave ma anche psichedelia ed elettronica e perfino dub. Già l’iniziale “Kundalini Rising” si muove in territori misticheggianti e psichedelici inediti fino a questo momento. La successiva “Distonia” è invece nel loro classico stile post-punk ed è molto incisiva e grintosa. “Sentenza” è una danza tribale e futurista mentre “Bersekir” è un’altra cavalcata sorretta da un testo epico. Dopo “Piscopolizia”, un breve strumentale dub, è la volta della travolgente e irresistibile “La follia di Nijinsky”, un pezzo da annoverare fra le loro cose migliori. “Sopra un Erotik” è invece una ballata acustica pacata e malinconica ed è seguita da “Kaly Yuga”, una traccia elettronica e pischedelica che ci parla della nostra era oscura di decadenza come prefigurato dai testi Vedici. Dopo la defalgrante “Kraken” c’è la sorpresa di una bella cover del classico dei Kraftwerk “Trans Europa Express”. Si chiude ancora con ambientazioni elettroniche con “Kenaz Musik ma, in realtà, c’è anche spazio per una lunga ghost-track costituita da una lunga jam-session improvvisata. I testi sono, come di consueto, molto profondi e mettono in luce il degrado dela civiltà occidentale.

K è un disco necessario che riconferma i Siegfried come una delle realtà italiane più interessanti, in questo momento, in ambito oscuro.

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