Wire: Nocturnal Koreans

0
Condividi:

Persiste lo stato di ‘grazia’ degli Wire che, con questo minialbum Nocturnal Koreans, proseguono l’esplorazione di tutte le possibilità di quello stile che, oggi, appartiene solo a loro, tanto da poter essere definito inimitabile. La cura perfetta, frutto di svariati anni di esperienza, e la produzione ineccepibile contribuiscono a fare degli otto brani di questo disco splendidi esemplari, ognuno dei quali dovrebbe essere esaminato in ogni aspetto per capirne la complessità. Rispetto al precedente Wire, le tracce sono più differenziate l’una dall’altra, anche se sembrano rispecchiare una sorta di ‘intimo’ progetto all’interno del quale trovano il loro posto. Il punto di forza della musica di questa grande band rimane la capacità di conciliare lati contrastanti – melodie pop e chitarre ‘graffianti’, motivetti malinconici e ritmi ‘potenti’ – creando combinazioni sempre sorprendenti e nuove, che restano uniche nel loro genere. Lo si vede già dalla title track, che apre il disco con un pop vivace ed emozionante, animato oltre che dalla batteria di Robert Grey, dal brillante lavoro di Colin Newman alla voce e alla chitarra, e che si ricollega direttamente alla produzione dei tempi ‘celebri’. Poi, “Internal Exile” propone sonorità accattivanti, semplici solo in apparenza, poiché la sostanza è in realtà variegata, fondata, come spesso accade, sul contrasto fra il ritmo ‘nervoso’ e la melodia ‘gentile’, e con la presenza di elementi insoliti come gli strumenti a fiato. Analogamente,“Dead Weight” alterna tonalità ‘ammiccanti’ con passaggi – anche vocali! – più cupi e la bellissima “Forward Position” introduce suoni oscuri e tesi, mentre il canto ‘gioca’ con echi che donano ‘vaghezza’, in ambigua armonia con i ‘misteriosi ‘tintinnii’ sullo sfondo. Ma anche “Numbered” sorprende con la forza della chitarra, evocando gli esordi punk del gruppo e, dopo la linearità eloquente di “Still” ed il clima elusivo e un po’ sornione di “Pilgrim Trade”, troviamo la conclusiva “Fishes Bones” caratterizzata dal vigore che conosciamo – basso e chitarra irrompono nello spazio colmandolo di ‘elettricità’! – insieme a momenti ipnotici di notevole effetto: ottimo finale per l’ennesimo lavoro di grandissima classe firmato Wire.

TagsWire
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.