Swans: Leaving Meaning

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Michael Gira è un artista instancabile: la sua musica può anche non piacere ma non si può certo negare l’importanza degli Swans, un gruppo che ha segnato profondamente la storia della musica degli ultimi anni. Dischi come The Seer, To Be Kind e The Glowing Man sono, a loro modo, pietre d’angolo caratterizzate da un suono monolitico, cupo e sepolcrale. Ora esce il nuovo disco Leaving Meaning che si avvale della collaborazione di artisti del calibro di Ben Frost, un nome certo non sconosciuto a chi frequenta l’elettronica, Anna Von Hauuswolf, Baby Dee (già membro dei Current 93), e i Necks. Con queste premesse era lecito attendersi un lavoro diverso dalle ultime cose e, formalmente, qualcosa, rispetto ai poderosi muri di suono della trilogia, è cambiato. La musica è diventata più pacata e traspare l’amore di Michael Gira per il folk e per cantautori come Nick Cave e Leonard Cohen. Dopo l’iniziale ”Hums”, un tenue frammento d’atmosfera in cui si avverte la mano di Ben Frost, la successiva “Annaline” è un bel momento elegiaco con il vocione cavernoso in evidenza che mette in luce degli Swans inediti solo per chi non li conosce a fondo. La loro arte rimane sempre in bilico fra Paradiso e Inferno: anche durante i passaggi più quieti si ha sempre l’impressione che ci sia il fuoco sotto la cenere. In una traccia come “In Amnesia” sembra di ascoltare un Leonard Cohen malato e in acido mentre “Cathedrals Of Heaven” è una lenta nenia che riscrive in chiave apocalittica la tradizione folk americana. Viceversa in “The Hanging Man” ritroviamo tutta la potenza iconoclasta degli Swans con i loro ritmi ripetitivi e il loro tipico suono monotono e spettrale. In “Sunfucker” Michael Gira è nella veste di un vero e proprio sciamano che ci parla di antiche religioni e sacrifici umani (il pezzo è ispirato alla religione degli Aztechi). “It’s Coming It’s Rea”, con Anna e Maria Von Hauuswolf ai cori, è un altro brano molto intenso: la voce malata di Gira riecheggia quella di Lou Reed e la musica, ipnotica e ripetitiva, non lascia indifferenti e sembra provenire da un’altra dimensione! Ben Frost dà il suo contributo con tenui ricami ambient che riescono a dare un tipico tocco sulfureo all’insieme. In definitiva Leaving Meaning, pur non essendo uno dei vertici della loro produzione, conferma come gli Swans siano uno dei gruppi che vale sempre la pena ascoltare.

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