Il numero 19 di Studi Lovecraftiani si rivela particolarmente ricco di contenuti. I 2 interventi iniziali di Marco Maculotti e addirittura S.T. Joshi cercano di fare chiarezza (e ci riescono) sulla crociata che c’è stata (soprattutto negli Stati Uniti) contro Lovecraft che, negli ultimi anni, è stato letteralmente bruciato sul rogo da una campagna denigratoria per il fatto di essere razzista. Maculotti ci spiega come la scrittrice afroamericana Nnedi Okorafor si indignò in quanto il premio del World Fantasy Award (da lei vinto nel 2011) era rappresentato da una statua di HPL. La sua presa di posizione è all’origine della sostituzione della statua di Lovecraft dal premio. Tutto nasceva dalla poesia giovanile On The Creation Of The Niggers e dal racconto The Horror At Red Hook. La verità è che Lovecraft era, come tutti, un uomo dei suoi tempi. Sicuramente ha avuto delle posizioni razziste ma questo aspetto non ha assolutamente niente a che vedere con la sua poetica e con la sua poderosa mitologia di Cthulhu. Ma viviamo in tempi oscuri caratterizzati dal “politicamente corretto” come ha fatto notare, di recente, Bret Easton Allis e Lovecraft appare a molti una vittima sacrificale ideale. Nonostante questo la sua fama sta aumentando a livello “popolare” grazie alla sua pervasività nei giochi da tavolo, nei giochi di ruolo e nei fumetti (anche se in molti casi a livello superficiale). Non so oggi che posizioni avrebbe Lovecraft: forse sarebbe un rossobruno anche se Joshi dice addirittura che sarebbe un sostenitore di Bernie Sanders ma nessuno può saperlo.

Sicuramente questo fascicolo di SL diventerà un numero di culto per tutti gli amanti dei gatti. Lo speciale I gatti di Ulthar inizia con una nuova traduzione di questo racconto da parte di Pietro Guarriello. Tra l’altro, nell’introduzione, si cita “l’erudito e studioso di mitologia” Sergius Golowin (che forse qualche appassionato di musica cosmica tedesca degli anni ‘70 ricorderà per un suo disco a cui ha collaborato Klaus Schulze ovvero Lord Krishna Von Goloka). Lo speciale sui gatti prosegue poi con interventi davvero interessanti come Lovecraft: tra gatti e faraoni di Jorge Roberto Ogdon, racconti come La città dei gatti di Pierluigi della Minola e un fumetto del buon Gino Andrea Carosini. Ma, a mio avviso, uno dei migliori articoli di SL19 è rappresentato da Giuseppe Lippi e Un’ambigua Utopia di Roberto Del Piano (grande bassista jazz e appassionato di weird!) in cui riaffiorano i ricordi di un periodo storico della fantascienza italiana che appare lontano (quello della contrapposizione ideologica fra la destra incarnata degli “evoliani” De Turris e Fusco e la sinistra rappresentata da Robot di Vittorio Curtoni e, appunto, dalla ancora più radicale Un’Ambigua Utopia) ma che continua ad avere degli strascichi ancora oggi. Un’Ambigua Utopia era espressione del “Movimento del ‘77” e Lippi non era certo classificabile in quel contesto. Tuttavia l’articolo è emozionante in quanto si ripercorre la storia di questa storica testata e il botta e risposta fra Del Piano e il compianto Lippi su Lovecraft e sul tentativo, da parte del primo, di esorcizzare uno scrittore amato ma di cui disapprovava la “visione della vita”. E ci parla purtroppo anche di un pranzo programmato nell’abitazione di Lodi di Del Piano con Lippi che non c’è mai stato a causa della scomparsa prematura di quest’ultimo.

Anche l’articolo di Miranda Gurzo Lovecraft e la stregoneria non è privo di aspetti interessanti. HPL era un materialista convinto ma attingeva più o meno consapevolmente, come ha detto il politologo Giorgio Galli, a un sapere esoterico di culture antiche e dimenticate. E Miranda Gurzo ce lo dimostra citando alcune sue lettere. In definitiva SL19 è, come di consueto, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di Lovecraft a cui lo consiglio caldamente. Disponibile su Amazon (https://www.amazon.com/Studi-Lovecraftiani-Italian-Dagon-Press/dp/B08VY76Y4L) o sul sito della Dagon Press (http://studilovecraftiani.blogspot.com/).

Studi Lovecraftiani 19 – inverno 2021 – 143 pagine – Dagon Press –