S.I.T.D.: Coded Message:12

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Ver Sacrum L’ascesa dei S.I.T.D. mi pare inarrestabile. Dopo essersi messi in luce come autori di alcuni dei migliori remix della scena EBM, dopo aver realizzato due singoli di grande successo (“Snuff machinery” e “Laughingstock”), i nostri avevano realizzato l’album “Stronghold” che era risultato piacevole, ma che forse aveva un pò deluso dopo cotante premesse, ma il nuovo album (preceduto anch’esso da un buon singolo come “Richtfest”), si rivela una “bomba” che si candida come uno dei dischi elettro del 2005. Dodici tracce di elettro-dark martellante ed apocalittica, tanto ballabile quanto oscura; nessuna innovazione nel sound del trio della Ruhr, ma una manciata di brani che lasceranno il segno; carne al fuoco per i dj ce n’è veramente tanta. Detto della già nota “Richtfest”, le varie “Brand of Cain”, “Ascension”, “Crusade” e “Sentiment” non sono da meno e promettono di entrare per lungo tempo nelle playlists dei dj. In “Coded Message:12” vi è spazio anche per momenti piu’ pacati, per un elettro-dark oscura che è comunque una delle caratterisctiche salienti del songwriting del gruppo tedesco; a tale riguardo vi rimando all’ascolto di “Curtain raiser” e “The final curtain”, i due brani (interpretati dall’inconfondibile voce di Adrian Hates) che aprono e chiudono il cd, nonchè “Upstairs” e “Yeld to despair”, altri momenti assolutamente “oscuri”, che vanno ad intervallare i vari “martelli apocalittici” che faranno la sicura fortuna di questo disco. Citazione finale per “Plastination city”, che rappresenta per i S.I.T.D quello che “Electronaut” rappresentò per i VNV Nation, ovvero un irresistibile hit strumentale e che, a giudicare dalla piega presa dal duo britannico col nuovo cd “Matter and Form”, potrebbe rappresentare una svolta stilistica anche per il futuro dei SITD. Per gli amanti dell’elettro-dark, un disco imperdibile.

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