[S.I.T.D.]: Rot

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Ver Sacrum Curiosità e timori hanno preceduto la pubblicazione di Rot. Il precedente Bestie:Mensch era stato per molti (sottoscritto incluso) una mezza delusione e spesso i S.I.T.D. si sono dimostrati piu’ validi nel remixare il materiale altrui che nel comporre per se stessi; fortunatamente Rot rialza le quotazioni del trio teutonico, rivelandosi disco piu’ che buono, capace di rinnovare l’entusiasmo suscitato ai tempi del loro primo full-lenght Stronghold. Le undici tracce del nuovo disco (nel cd2 della “limited edition” troviamo invece una serie di remix) ci restituiscono una band capace di creare eccellenti pezzi elettro-dark e sicuramente buona parte del merito nel corposo e spettacolare sound dei brani di Rot spetta al lavoro di mastering del signor X-Fusion. Brani come l’ottima “Redemption”, “Rot V1.0”, “Pride” e “Catharsis (Heal me, control me)” sono la migliore testimonianza dell’ottimo livello di questo album in cui ebm, elettro-dark e future-pop sono miscelati al meglio. Alla voce continua l’alternanza tra Carsten Jacek (il vero e proprio vocalist del trio) e Thomas Lesczenski (synth): sul fatto che la voce del secondo sia migliore di quella del primo siamo tutti d’accordo, ma tant’è…questo continua ad essere un limite alle potenzialità della band, ma (almeno per questo disco) il valore dei brani fa passare questo aspetto in secondo piano. Sul cd2, spazio all’extended version di “The insanity of normality” e l’esclusiva “Heldenhaft”, oltre che a “Rot” (riletta da Reaper, S.A.M. ed Aesthetic Perfection) e “Redemption” affidata alle cure dei Project Pitchfork, per un dischetto non imprescindibile ma comunque di assoluta qualità, a ribadire lo stato di grazia ritrovato dai [S.I.T.D.]

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