Faun: Renaissance

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Ver Sacrum I tedeschi Faun danno vita con Renaissance ad un album davvero interessante e di ottima fattura, che li pone come uno dei “nuovi” (in realtà si tratta del loro terzo album) gruppi più interessanti nell’ambito della scena della musica di ascendenza medievale ed etnicheggiante. Davvero riusciti sono i riarrangiamenti di brani che attingono dalla tradizione più varia, come “Satyros ” dai Carmina Burana, “Da que Deus” dai portoghesi e galiziani Cantici di S. Maria, “Sirena”, pezzo splendido, da una canzone matrimoniale sefardita, “Iyansa”, addirittura una evocazione afrobrasiliana del Dio dei venti, “Loibere risen, con testo e musica dell’autore medievale Wizlaw von Rugen. Ma anche nei brani da loro composti i Faun, pur rimanendo più legati alla tradizione medievale tedesca, riescono a costruire musiche di buon impatto, intrise di malinconico romanticismo (“Koenigin” e “Das Tor”), ma anche di forza e irruenza (“la strumentale Rhiannon”). Moltissimi strumenti acustici delle più diverse tradizioni musicali vengono mescolati per dare vita ad un insieme che fa dell’armonia e della melodia, coniugate a una forte carica di passione, i suoi punti di forza. Renaissance, nonostante il titolo, non è dedicato al Rinascimento come periodo storico, ma al tema della rinascita, intesa come momento culminante del ciclo vitale che comprende decadenza, morte e resurrezione e racconta di fiabe e leggende, di amori e maledizioni, di divinità e miti lontani. E’ un lavoro che intriga e conquista, con semplicità, grazia e bellezza, che prende per mano chi lo ascolta e lo trasporta lontano, dinanzi ad un cancello aperto verso l’infinito.

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