Canaan: The Unsaid Words

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Ver Sacrum Avviato il cd nel lettore, l’oscurità infernale di “The Wrong Side Of Things” rapisce immediatamente l’ascoltatore trasportandolo in una dimensione allucinante di puro sconcerto le cui uniche coordinate sono il Nulla, il Mai ed il Nessun Luogo. Il connotato ambient del primo brano scivola in “This World Of Mine”, una bella song sempre in perfetto stile dark, interpretata in modo davvero efficace. Il cd si snoda secondo questo parallelismo, quasi un confronto metafisico tra due espressioni del medesimo senso di disormeggio che caratterizza il verbo della band. “Sterile” è la track che preferisco, per la sua assoluta impalpabilità, un vortice di sonorità dilanianti che mettono a dura prova la sensibilità dell’anima, torturata da fraseggi di strumenti a corda decisamente sconvolgenti. Ma tutte le tracks ambient (particolarmente i vari “Fragment”) in realtà sono laceranti nel loro vibrare di misteriosofica inquietudine. Un cd veramente bello, che denota la maturità raggiunta dalla band, ormai capace di una espressività piena e consapevole, ricca di contenuti mai scontati. Il percorso di disperazione e desolazione che ha caratterizzato le precedenti opere dei Canaan giunge quindi alla sua formulazione sapienziale, elevando il gruppo dalla massa degli sperimentatori occasionali e consacrandoli tra le migliori realtà del panorama dark italiano

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