Current 93

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Current 93

Current 93 Lisbona 8/2/03 (© Dagaz Music)

Il concerto si è tenuto presso lo splendido Teatro Iberico, una chiesa del ‘600 in stile barocco sconsacrata e riconvertita a teatro, nel mezzo di un caratteristico antico borgo sulle rive del Tago, un tempo appena fuori Lisbona.
Confesso che immaginavo trattarsi niente più di una chiesetta nascosta nei vicoli del centro, al contrario, l’edificio si erge maestoso sull’antica Rua de Xabregas, cogliendo subito l’attenzione del passante per la sua grandiosità e bellezza. Arrivati, l’entrata appare in realtà piuttosto sguarnita e non si vedono segni alcuni di ressa. Piuttosto vivace appare invece la tipica trattoria portoghese giusto di fronte al teatro, dove un’improbabile clientela composta di apocalittici e nerovestiti in generale sta terminando una lauta cenetta a base di pesce. Decidiamo immediatamente di unirci per un paio di bicchieri di porto, giusto per entrare in sintonia.

Dopo una mezz’oretta la hall del teatro è ormai gremita dei 150 fortunati. Piano piano si entra e si prende posto in un’atmosfera piuttosto ovattata: tutto avviene in maniera estremamente composta e su un ripetitivo e lieve motivo in sottofondo non si odono che bisbigli. C’è come la sensazione di star per assistere ad una funzione religiosa tanta è la rispettosa compostezza e la trepida tensione dell’attesa.
L’interno del teatro è – se possibile – ancora più maestoso dell’esterno: l’ambiente è enorme ed imponente, leggiadre arcate barocche abbracciano un palco enorme su cui stanno già un pianoforte a coda, e, tra due sedie rosso porpureo, una chitarra acustica e una elettrica.
Dietro le arcate, in splendido contrasto col bianco del marmo, pannelli e drappi neri creano uno stupefacente senso di profondità conferendo al tutto un’armoniosa bellezza.

Anthony & the Johnsons

Anthony & the Johnsons Lisbona 7/2/03 (© Dagaz Music)

Verso le 21:30 aprono il concerto Antony and the Johnsons, in realtà un duo: Anthony al piano e tale Joan al violino che ci intrattengono per tre quarti d’ora con una serie di pezzi di rara raffinatezza.

Segue una mezz’ora carica di tensione: sull’ossessivo motivo di sottofondo che alterna silenzi ad un paio di note che paiono arrivare dal profondo della terra, l’attesa si fa sempre più spasmodica: la rara bellezza del luogo, la speciale atmosfera religiosa, tutto rende l’attesa particolarmente emozionante.
Finalmente, dopo una brevissima presentazione dell’organizzazione, cala il silenzio, totale e trepidante. Esce solo Maya che siede al pianoforte e inizia un intro daSoft Black Stars, cui segue l’entrata dell’eccelso Tibet: una figura magra e allampanata, molto più alta di quanto pensassi, con uno sguardo malinconico e – a mio parere – segnato dalla recente malattia. Si presenta con una camicia con motivi a fiorellini da tipica tappezzeria inglese, una giacchetta corta verde e i pantaloni a righe marroni. Un grande!! L’applauso è infinito.

Il concerto si sviluppa in 2 parti: la prima solo pianoforte e voce in cui Tibet ripropone gran parte di Soft Black Stars, tra cui la bellissima “Gothic Love Song”, per chiudere con “Moonlight or other Dreams, or other fields”. Confesso di non conoscere buona parte della produzione più recente dei Current e di non avere mai particolarmente amato Soft Black Stars, però vi assicuro che dal vivo è tutta un’altra storia. Si crea un’atmosfera molto intima: più che un concerto sembra la recita di poesie musicate al pianoforte del cui messaggio l’artista voglia far partecipe il pubblico.
Il silenzio durante l’esecuzione dei pezzi è totale e l’acustica è perfetta.

Current 93

Current 93 Lisbona 8/2/03 (© Dagaz Music)

La seconda si apre con l’ingresso di Cashmore e accanto a cose recenti vengono riproposti bellissimi pezzi quali “Good Morning, Great Moloch”, “Calling for Vanished faces I”, “The Bloodbells chime”, “A sadness song” per chiudere con “Sleep has his house”.

Un applauso ininterrotto obbliga Tibet al rientro per il bis, che si chiude con una seconda perla da Thunder Perfect Mind: “Mary Waits in Silence”. E’ un tripudio, un nuovo interminabile scrosciante applauso si rinnova per lunghissimi minuti. Già alcuni frettolosi lasciano in maniera quanto mai inopportuna il locale ed ecco un tris veramente inaspettato: un nuovo pezzo fa piombare nuovamente il teatro nel silenzio, pochi accordi e infine una chiusura trionfale con “Imperium”.

Senza enfatizzare, si è trattato di uno dei concerti più belli a cui abbia mai assistito in vita mia, sicuramente uno dei più emozionanti. Dal vivo Tibet dà una forza e un sentimento speciale ai suoi pezzi e la sua voce fa vibrare le corde dell’intimo come nessuno riesce a fare.

Chiudo con una nota per i collezionisti: per l’occasione era in vendita un nuovo 45″ in vinile porpora trasparente, uno split tra Current 93 e Antony and the Johnsons con “Calling for Vanished Faces I” e “This Carnival is dead and gone” sul lato A (diverse versioni delle canzoni apparse su All the Pretty Little Horses) e “Virgin Mary” di Antony and the Johnsons sul B. Ovviamente edizione limitata a 500 copie.

Un grazie particolare a Rui Carvalheira di Dagaz Music, www.dagaz-music.com, per averci fatto utilizzare le foto del concerto dei Current 93. Si rimanda al suo sito per altre splendide immagini dell’evento.
Obrigado Rui!

Links:

Current 93 Home Page

Antony and the Johnsons Home Page

Longshadows.com (fan site)

Current 93 Lisbona 8/2/03 (© Dagaz Music)

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